Decisioni difficili: come il corpo ti aiuta a scegliere (e quando chiedere aiuto)
C’è una metafora che mi ha aiutato molto, e che continua a farlo nei momenti in cui la vita si fa complicata.
La vita è come un’onda.
Ci sono momenti in cui sei sulla cresta — tutto scorre, le cose si incastrano, ti senti presente e in armonia. E ci sono momenti in cui l’onda scende, e sembra che tutto crolli, che la fatica sia troppa, che qualcosa si sia rotto per sempre.
Non si è rotto niente. È solo l’onda che scende.
Stare nell’onda: l’arte che nessuno ci insegna
La tendenza, quando tutto crolla, è precipitare con il momento: catastrofizzare, convincersi che sarà sempre così, che non c’è via d’uscita. Ma il momento basso non è la verità. È un momento basso. Passerà.
Allo stesso modo, quando sei sulla cresta, è facile prendere decisioni impulsive credendo che durerà per sempre. Ma anche quel momento passerà — e non è un dramma, è semplicemente come funziona la vita.
Il corpo come bussola nelle decisioni difficili
La mente può costruire mille ragionamenti. Può convincerti di qualsiasi cosa — giustificare, minimizzare, amplificare, confonderti fino allo sfinimento. Il corpo, no. Il corpo risponde. Sempre. E risponde prima.
Prova a fare attenzione, la prossima volta che ti trovi davanti a una scelta. Non pensarla subito. Sentila.
Porta l’attenzione al petto, allo stomaco, alla gola. Nota cosa succede quando immagini di scegliere in un senso — e cosa succede quando immagini di scegliere nell’altro.
C’è qualcosa che si apre, che respira, che si alleggerisce? O c’è qualcosa che si stringe, che si chiude, che si fa pesante?
Quello è il tuo corpo che parla. Vale la pena imparare ad ascoltarlo.
📚 RISORSA CONSIGLIATA | Due libri per iniziare a guardare al corpo con occhi diversi: “Il corpo specchio dell’anima” di Rüdiger Dahlke e “Epimedicina. Sintomi e segnali” di Claudia Salvadeo, Filomena Lamacchia e Cristina Angelescu — un libro italiano, recente, che esplora come i sintomi del corpo siano messaggi da ascoltare.
La presenza quotidiana: costruire stabilità nelle acque calme
C’è qualcosa che puoi fare non quando l’onda è già alta o già bassa, ma nei giorni normali — quelli tranquilli, in cui sembra non succedere niente di particolare. È lì che si costruisce la stabilità vera.
Imparare ad osservarsi con curiosità e senza giudizio nei momenti ordinari è come un allenamento silenzioso. Ogni volta che ti fermi e ti chiedi come mi sento, cosa sto provando, cosa sta succedendo dentro di me — stai sviluppando la capacità di essere presente.
E questa presenza, coltivata giorno dopo giorno nelle acque calme, diventa la tua ancora quando le acque si agitano.
Quando da soli non basta — e va benissimo così
C’è una cosa che ho imparato: a volte non riusciamo a vedere con chiarezza quando siamo troppo dentro la situazione. Non perché siamo incapaci, ma perché le emozioni, gli schemi, le storie che ci portiamo dietro ci offuscano la vista.
In quei momenti — ai bivi importanti, nelle decisioni che sembrano troppo grandi — farsi accompagnare da qualcuno di competente non è una debolezza. È una delle decisioni più intelligenti e coraggiose che possiamo prendere.
La responsabilità delle nostre scelte rimane sempre nostra. Ma un buon percorso di accompagnamento permette qualcosa di prezioso: pone le domande che non riusciamo a farci, apre spazio alla riflessione, illumina quello che era sempre lì ma non riuscivamo a vedere.
📚 RISORSA CONSIGLIATA | Spazio di ascolto è un servizio che ho attivato appositamente per accompagnare chi vuole davvero prendere in mano il timone della propria vita. Se senti questa chiamata, sono a tua disposizione. In alternativa, Serenis è una piattaforma italiana di psicologia online: psicologi abilitati, prima sessione gratuita, tutto dalla comodità di casa.
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