Difficoltà a sentirsi: perché succede e come ricominciare ad ascoltarsi
Avere difficoltà a sentirsi è più comune di quanto pensi. Se fai fatica, sappi subito una cosa: non c’è niente di strano in te.
Non sei meno capace degli altri. Semplicemente, nessuno ti ha mai insegnato come si fa. E questo vale per quasi tutti noi.
Perché nessuno ci ha insegnato ad ascoltarci (e non è colpa di nessuno)
Crescendo, abbiamo imparato moltissime cose. Come leggere, come comportarci, come stare nel mondo. Ma nessuno, nella maggior parte delle famiglie, ci ha mai insegnato ad ascoltarci davvero: riconoscere cosa sentiamo nel corpo, dare un nome alle emozioni senza giudicarle, capire cosa vogliamo al di là di quello che ci si aspetta da noi.
Non perché i nostri genitori non ci volessero bene — ma perché nemmeno a loro era stato insegnato. Gli schemi che ripetiamo, quei modi automatici di reagire, li abbiamo assorbiti nell’infanzia senza sceglierli. La maggior parte li abbiamo copiati inconsciamente. Nessuno è colpevole: è una catena lunga e silenziosa che si tramanda di generazione in generazione.
Riconoscere questo è già un primo passo enorme. Perché significa che quello che senti — o che non riesci a sentire — non è un difetto. È qualcosa che hai imparato. E quello che si impara, si può anche dis-imparare.
Il pilota automatico: come “usciamo da noi stessi” senza accorgercene
Per molti di noi la vita scorre in modalità automatica. Ci svegliamo, facciamo le cose di sempre, reagiamo agli stimoli, andiamo a dormire. Il corpo fa, la mente chiacchiera incessantemente, senza lasciare spazio alla voce del nostro Sé più profondo.
Siamo sempre altrove con i pensieri: nel passato che riviviamo, nel futuro che temiamo, nelle aspettative degli altri. Sentirsi, in questo contesto, significa interrompere quell’automatismo — anche solo per un momento, anche solo per chiedersi: cosa sto provando adesso, in questo preciso momento?
Sembra semplice. Non lo è sempre. Ma si impara, un passo alla volta, con pazienza.
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Da dove cominciare: 3 punti d’ingresso concreti per tornare a sentirsi
Non esiste un unico punto di partenza. Ognuno trova la sua porta d’ingresso, spesso in modo inaspettato. Quello che posso dirti è che non è necessario stravolgere la vita da un giorno all’altro.
1. Il respiro
Tre respirazioni consapevoli prima di alzarti dal letto — o in qualsiasi momento in cui ricordi di farlo. È lo strumento più accessibile che abbiamo. Non serve nient’altro.
2. Una passeggiata senza rumore
Senza cuffie, senza telefono. Solo tu e quello che ti circonda. Anche dieci minuti. L’obiettivo non è rilassarsi, ma notare: cosa sento? Cosa vedo? Come si muove il mio corpo?
3. Un minuto di silenzio vero
In silenzio, senza fare niente. All’inizio può sembrare snervante — è normale. Il silenzio non è vuoto. È lo spazio in cui il Sé può finalmente parlare.
Serve solo la volontà di fermarsi e ascoltare. Anche quando sembra che non ci sia niente da ascoltare. Soprattutto allora.
Una piccola azione consapevole alla volta e la difficoltà a sentirsi diminuisce.
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