OTTOBRE · Fermarsi ad ascoltare

Permettersi di rallentare per tornare a sentire

Ci sono momenti in cui continuiamo a fare tutto quello che dobbiamo fare, a rispondere alle richieste, prendere decisioni, andare avanti.

Eppure, in mezzo a tutto questo movimento, può diventare difficile accorgerci di come stiamo davvero.

A volte ce ne rendiamo conto solo quando qualcosa alza la voce: una stanchezza che non passa, una tensione nel corpo, un’emozione che esplode, la sensazione che qualcosa non ci faccia più bene.

Fermarsi ad ascoltare nasce per creare uno spazio prima che qualcosa debba alzare ancora di più la voce.

Un piccolo appuntamento quotidiano da dedicarsi per rallentare, riportare l’attenzione al corpo e iniziare a riconoscere con maggiore chiarezza ciò che sentiamo e ciò di cui abbiamo bisogno.


Senti che questa esperienza può esserti utile?

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Il valore di fermarsi

Non possiamo ascoltare ciò che non riusciamo a sentire.

Possiamo cercare risposte, chiederci cosa vogliamo, provare a cambiare qualcosa nella nostra vita. Ma se siamo continuamente immersi nel rumore, nelle abitudini e nelle richieste della quotidianità, può essere difficile distinguere ciò che arriva davvero da noi da tutto il resto.

Fermarsi sarà un movimento che ritroveremo, in forme diverse, lungo tutto Il Viaggio. Ho scelto però di dedicargli un mese intero, perché creare uno spazio di ascolto è già, di per sé, un’abitudine fondamentale da consolidare per imparare a restare al centro di sé.

Non significa smettere di vivere, ritirarci dal mondo o avere improvvisamente ore di silenzio a disposizione.

Significa imparare a creare, anche dentro giornate piene, piccoli spazi nei quali tornare presenti a noi.

Anche il nostro sistema nervoso vive di alternanza: accanto ai momenti di attivazione, abbiamo bisogno anche di momenti di rallentamento e recupero. E spesso è proprio quando diminuiamo un po’ il rumore che possiamo accorgerci più chiaramente di ciò che sta accadendo dentro.

Perché, prima di cercare una nuova direzione, può essere utile accorgerci di dove siamo.

Cosa esploreremo durante il mese

Durante ottobre porteremo l’attenzione su diversi modi di fermarci e tornare in contatto con ciò che accade dentro di noi.

Esploreremo il corpo e i suoi segnali, le sensazioni e le emozioni che attraversano le nostre giornate, imparando ad accorgerci un po’ prima di ciò che spesso riconosciamo solo quando diventa difficile ignorarlo.

Osserveremo i nostri ritmi, gli automatismi con cui riempiamo il tempo e quei momenti in cui continuiamo a fare, rispondere e andare avanti senza chiederci più come stiamo.

Sperimenteremo il silenzio, la presenza e l’ascolto attraverso pratiche diverse e semplici, lasciando spazio anche al gioco e alla creatività, per scoprire modi differenti di entrare in contatto con noi e quali possono trovare più facilmente spazio nella nostra quotidianità.

E proveremo, poco alla volta, a riconoscere con maggiore chiarezza ciò che sentiamo, ciò di cui abbiamo bisogno e i segnali che ci indicano quando è il momento di fermarci.

Non per diventare continuamente concentrati su noi stessi, ma per costruire una relazione più presente con ciò che accade dentro di noi mentre continuiamo a vivere ciò che accade fuori.

Questa tappa può essere per te se..

  • senti di essere spesso in movimento e fai fatica a concederti uno spazio per fermarti;
  • ti accorgi di ciò che provi o di ciò di cui hai bisogno solo quando diventa molto evidente;
  • senti che il corpo ti manda dei segnali, ma non sempre riesci ad ascoltarli;
  • attraversi le giornate facendo ciò che c’è da fare e vorresti ritrovare un po’ più di spazio per te;
  • desideri imparare a riconoscere prima quando qualcosa sta diventando troppo;
  • vuoi sperimentare modi semplici per portare più presenza e ascolto nella tua quotidianità.

Non è necessario essere in un momento di crisi per iniziare.

Anzi, questa tappa nasce proprio dall’idea che possiamo imparare a costruire uno spazio di ascolto soprattutto quando non c’è una tempesta.


Se senti che questa tappa è per te

Le iscrizioni per ottobre sono aperte

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Una precisazione importante

Il Viaggio è un percorso di crescita personale e autoformazione.

Non è un percorso terapeutico e non sostituisce un supporto psicologico, psicoterapeutico o medico.

Le pratiche proposte sono inviti all’esplorazione personale e ciascuno è libero di scegliere se e come viverle, nel rispetto dei propri tempi e dei propri confini.